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Beato me se sarò povero di spirito
 cfr. cap. 170 de "L’Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta Centro Editoriale Valtortiano srl
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/per_volume.htm
«Beato me se sarò povero di spirito». Oh! delle ricchezze, arsura satanica, a quanti deliri tu porti! Nei ricchi, nei poveri. Il ricco che vive per il suo oro: l’idolo infame del suo spirito rovinato. Il povero che vive dell’odio al ricco perché egli ha l’oro, e se anche non fa materiale omicidio lancia i suoi anatema sul capo dei ricchi, desiderando loro male d’ogni sorta. Il male non basta non farlo, bisogna anche non desiderare di farlo. Colui che maledice augurando sciagure e morti non è molto dissimile da colui che materialmente uccide, poiché ha in lui il desiderio di veder perire colui che odia. In verità vi dico che il desiderio non è che un atto trattenuto, come un concepito da ventre già formato ma non ancora espulso. Il desiderio malvagio avvelena e guasta, poiché permane più a lungo dell’atto violento, più in profondità dell’atto stesso.
Il povero di spirito se è ricco non pecca per l’oro, ma del suo oro fa la sua santificazione poiché ne fa amore. Amato e benedetto, egli è simile a quelle sorgive che salvano nei deserti e che si danno, senza avarizia, liete di potersi dare per sollevare le disperazioni. Se è povero, è lieto nella sua povertà, e mangia il suo pane dolce della ilarità del libero dall’arsione dell’oro, e dorme il suo sonno scevro da incubi, e sorge riposato al suo sereno lavoro che pare sempre leggero se viene fatto senza avidità e invidia.
Le cose che fanno ricco l’uomo sono l’oro come materia, gli affetti come morale. Nell’oro sono comprese non solo le monete ma anche le case, i campi, i gioielli, i mobili, le mandre, tutto quanto insomma fa materialmente doviziosa la vita. Nelle affezioni: i legami di sangue o di coniugio, le amicizie, le dovizie intellettuali, le cariche pubbliche.
Come vedete, se per la prima categoria il povero può dire: «Oh! per me! Basta che io non invidi chi ha e poi sono a posto perché io sono povero e perciò a posto per forza», per la seconda anche il povero ha da sorvegliarsi, potendo, anche il più miserabile fra gli uomini, divenire peccaminosamente ricco di spirito. Colui che si affeziona smoderatamente ad una cosa, ecco che pecca.
Voi direte: «Ma allora dobbiamo odiare il bene che Dio ci ha concesso? Ma allora perché comanda di amare il padre e la madre, la sposa, i figli, e dice: Amerai il tuo prossimo come te stesso?»
Distinguete. Amare dobbiamo il padre e la madre e la sposa e il prossimo, ma nella misura che Dio ha dato: «come noi stessi ». Mentre Dio va amato sopra ogni cosa e con tutti noi stessi. Non amare Dio come amiamo fra il prossimo i più cari, questa perché ci ha allattato, l’altra perché dorme sul nostro petto e ci procrea i figli, ma amarlo con tutti noi stessi, ossia con tutta la capacità di amare che è nell’uomo: amore di figlio, amore di sposo, amore di amico e, oh! non vi scandalizzate! e amore di padre. Sì, per l’interesse di Dio dobbiamo avere la stessa cura che un padre ha per la sua prole, per la quale con amore tutela le sostanze e le accresce, e si occupa e preoccupa della sua crescita fisica e culturale e della sua riuscita nel mondo.
L’amore non è un male e non lo deve divenire. Le grazie che Dio ci concede non sono un male e non lo devono divenire. Amore sono. Per amore sono date. Occorre con amore usarne di queste ricchezze che Dio ci concede in affetti e in bene. E solo chi non se ne fa degli idoli ma dei mezzi per servire in santità Dio, mostra di non avere un attaccamento peccaminoso ad esse. Pratica allora la santa povertà dello spirito, che di tutto si spoglia per essere più libero di conquistare Iddio santo, suprema Ricchezza. Conquistare Dio, ossia avere il Regno dei Cieli.
Via

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I brani estratti da "L'Evangelo come mi è stato rivelato" sono catalogati in base al “metodo” trinomico “Verità-Via-Vita” del beato Alberione. Alla mente corrisponde Cristo Verità, alla volontà Cristo Via, al cuore Cristo Vita. Oppure ancora (nell'ordine Verità, Via, Vita): fede, speranza, carità; mente, volontà, cuore; il vero della dottrina, il bene della morale, il bello della forma; dogma, morale, grazia; Verità cui credere, Via da seguire, Vita cui partecipare; teologia dogmatica, ascetica e pastorale; verità, giustizia, pace; lo studio di ogni verità ha tre momenti storici: tesi, crisi, sintesi; spirito, studio, apostolato e povertà; ovunque si formi un clima familiare, religioso e sociale; luce alla mente, dolcezza al cuore, santità all'anima; la pietà secondo Gesù Cristo Via, Verità e Vita; lo studio secondo Gesù Cristo Via, Verità e Vita; l’apostolato secondo Gesù Cristo Via, Verità e Vita; la disciplina religiosa secondo Gesù Cristo Via, Verità e Vita; rendere cristiana la vita nel pensiero, nei sentimenti, nelle attività; studiare, imitare, investirci di grazia; visione di Dio, possesso di Dio, gaudio di Dio.
Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi” (cfr. 1Gv 5,1-9).
A te, Spirito di Verità, consacro la mente, la fantasia, la memoria: illuminami. Che io conosca Gesù Cristo Maestro e comprenda il suo Vangelo. A te, Spirito santificatore, consacro la mia volontà: guidami nei tuoi voleri. A te, Spirito vivificatore, consacro il mio cuore: custodisci e accresci in me la vita divina.

Indice

[Verità] - "Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal Maligno".
[Verità] - "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori".
[Verità] - "Dacci il nostro pane quotidiano".
[Vita] - "Venga il Regno tuo in Terra come in Cielo".
[Vita] - "Sia santificato il tuo Nome".
[Vita] - "Padre nostro".
[Vita] - Insegnaci a pregare
[Vita] - Abbiate fiducia in Me, su tutto
[Vita] - Come può Dio amare il mio fango?
[Vita] - Una solitudine piena del desiderio di Dio
[Vita] - Preghiera di un lebbroso
[Via] - La fede non si impone
[Via] - La fede non si impone
[Verità] - Dio ed il suo Verbo
[Vita] - Preghiera per coloro che piangono fra le nebbie della vita
[Vita] - Seguimi
[Verità] - In verità vi dico che non ho trovato tanta fede in Israele
[Via] - Amate la volontà di Dio
[Vita] - Tutto il creato può essere luogo di preghiera
[Via] - L’adulterio
[Via] - Dio appare nella sua maestà di Creatore
[Via] - L’impurità
[Via] - La scelta tra Bene e Male
[Via] - Il giusto uso delle ricchezze e la fiducia in Dio
[Via] - Il digiuno
[Via] - La preghiera
[Via] - Il giuramento
[Via] - Beato me se sarò mansueto
[Via] - Beato me se sarò povero di spirito
[Via] - I consigli evangelici che perfezionano la Legge
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Questo sito, nato ai Primi Vespri della Solennità di San Giuseppe del 18 marzo 2013, è curato da coppie di sposi consacrati dell'Istituto Santa Famiglia del Gruppo di Salerno (Italia) e siamo in rete dalla Domenica delle Palme del 24 marzo 2013.
"Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita" (2Cor 3,5-6).

In data 21 giugno 2013, memoria di S. Luigi Gonzaga e inizio della novena a San Paolo, per grazia di Dio consegno il presente sito, completato nelle sue parti principali, all'Istituto Santa Famiglia di Salerno quale ulteriore mezzo di preghiera, apostolato e cooperazione.

V. M.

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